Piano For Airport

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E’ il dicembre 2008 e vede la luce il loro primo lavoro, Much More, EP con il quale inaugurano con l’anno nuovo la loro attività live e che li porta presto ad inserirsi nel circuito indipendente della capitale.

All’inizio del 2010 è la volta Another Sunday on Saturn, primo full length dei Piano, registrato al Soundclub Recording di Marino con la co-produzione di Ernesto Ranieri, con il quale trovano la loro giusta dimensione artistica. Di lì a poco il Rock Contest di Firenze, dove sull’ambito palco della Flog si conquistano la finale di uno dei più importanti contest nazionali, sufficiente direi per tornare a Roma con nuova grinta.

Aprono Kap Bambino al Circolo degli Artisti e Hercules and Love Affair nell’estate 2012 mentre in autunno si richiudono di nuovo in studio per dare vita a 5 pezzi nuovi per il nuovo EP (EYHO, Bomba Dischi 2012).

 

cover_quadrataSi chiama EYHO, è il nuovo lavoro dei Piano for Airport realizzato per Bomba Dischi. Cinque brani con i quali il gruppo torna a distanza di quasi due anni, un suono tagliente e sintetico che si deposita negli spazi che si aprono tra il rock e l’elettronica.

Ad aprire è I’ve Just Killed Thom Yorke, singolo che gira in rete da Aprile. Pochi secondi, lo stridore digitale dei glitch, un giro di basso tagliente e gli archi che si fanno spazio fino all’esplosione contenuta di una ritmica che non dà tregua.

Finisce il pezzo e le batterie di Eat your heart out ti stanno già addosso, acustica su elettronica, dirette, come tutto il pezzo d’altronde. Arrivati a Farewell si capisce la complessità di questo lavoro ma anche il suo segreto. Suoni, struttura e melodia sono ricercate, razionali, studiate, affatto immediate…eppure è incredibile come tutto si lascia ascoltare senza fatica.

First Floor Lovers sa di Bristol, ritmica cadenzata, asciutta, sottovuota e voce in scatola che si ammorbidisce nella lentezza del refrain.

Chiude Discipline e l’Ep si rovescia, si contraddice e si nega. Si gioca su una sequenza di tre accordi l’epilogo che non ti aspetti, l’epilogo perfetto.